Vocabolario dinamico dell'Italiano Moderno

VODIM

Risultati per: spazio

Numero di risultati: 45 in 1 pagine

  • Pagina 1 di 1

L'Europa delle capitali

257689
Argan, Giulio 45 occorrenze

L'Europa delle capitali

lo spazio misurano distanze e rapporti ormai immutabili: la struttura del paesaggio non è una premessa, è il fissarsi, il cristallizzarsi di una

Pagina 116

L'Europa delle capitali

agiscono: patiscono la luce e l’ombra, lo spazio, il tempo, la vita, le cose. Perciò, benché Dio sia anche in noi e riconoscerlo sia riconoscersi, dovremo

Pagina 120

L'Europa delle capitali

“similitudine” dei sentimenti. De Tolnay vede in Las Meninas una dichiarazione di poetica: il pittore è tra i suoi modelli, nello spazio del quadro; il

Pagina 121

L'Europa delle capitali

non può partire che dalla pittura. È una superficie colorata su cui i colori costruiscono uno spazio certo, misurabile, ma impraticabile: come quello

Pagina 123

L'Europa delle capitali

struttura dello spazio e quindi valido soltanto come mera immagine. Sorge così una vera e propria iconologia architettonica, tanto più libera nelle sue

Pagina 125

L'Europa delle capitali

non realizzano costruttivamente lo spazio, lo rappresentano visivamente, o piuttosto, visualizzano una spazialità immaginaria: i grandi fregi modellati

Pagina 127

L'Europa delle capitali

Se l'edificio non riproduce più la legge costruttiva dello spazio ma fenomenizza lo spazio nella infinita varietà delle sue forme possibili, esso non

Pagina 128

L'Europa delle capitali

: lo spazio architettonico tende sempre a porsi come limite dello spazio reale e apertura dello spazio immaginario. Il primo a tentare questa via è

Pagina 128

L'Europa delle capitali

cosa si vuole dimostrare che non si possa dimostrare altrimenti che con l'architettura? S’è visto che la grande novità è l’idea che lo spazio non

Pagina 129

L'Europa delle capitali

paesaggio voluto e creato dall'uomo. Lo spazio è fatto dall'architettura; e non è uno spazio finto, ma uno spazio “altro”. Ha altre dimensioni, altre

Pagina 139

L'Europa delle capitali

fatto particolare s'inserisce in uno spazio universale e la storia diventa elogio e monumento. Richiamandosi ai veneti e specialmente al Tintoretto

Pagina 157

L'Europa delle capitali

prima, Rubens la seconda. L’antitesi si fa serrata, dilemmatica, tra Rembrandt e Vermeer: storia senza protagonisti, spazio senza oggetti nel primo

Pagina 159

L'Europa delle capitali

L’antitesi di universale e particolare, spazio e oggetto, rettorica e antirettorica è superata da Velázquez con La resa di Breda (1634-1635). Lo

Pagina 159

L'Europa delle capitali

rispettivamente il valore essenziale e primario dello spazio oppure dell'oggetto. In pittura vi sono figure che fanno lo spazio, definendo coi gesti o col

Pagina 162

L'Europa delle capitali

’alternativa dei vuoti e dei pieni, nel contrasto di luce e di ombra tutta la casistica dello spazio, e dominano l’ambiente riducendolo, praticamente, a

Pagina 162

L'Europa delle capitali

Anche su questa esperienza empirica si costruisce, ovviamente, uno spazio, una dimensione dell'esistenza; ma non sarà più una struttura data a priori

Pagina 163

L'Europa delle capitali

Non diversa è la situazione dell'individuo nella società, nello spazio fisico della grande città, nello spazio politico dello Stato: è un punto

Pagina 164

L'Europa delle capitali

potere ci si sottopone più per gli altri che per se stessi. L’ambiente è piuttosto un alone, un'aura, che uno spazio definito: è formato di poche

Pagina 165

L'Europa delle capitali

della sua esperienza vissuta. La sua pittura estrae lentamente ogni segno pittorico dallo spazio profondo ed oscuro: come se gli atomi di luci sospesi

Pagina 167

L'Europa delle capitali

modo di essere e di vedere, un metodo; la prospettiva, cioè la struttura classica dello spazio, non è più razionalità universale, ma anch'essa metodo

Pagina 179

L'Europa delle capitali

: non è una luce che viene dallo spazio, è una luce che lo cerca. é possibile che la natura consenta a quest’attesta di sofferenza, di prolungarsi, di

Pagina 180

L'Europa delle capitali

Non vi sono gerarchie, neppure tra cosa ed immagine della cosa: il cielo non è meno reale e concreto di un albero, di una roccia; non c'è uno spazio

Pagina 180

L'Europa delle capitali

subito le analogie e le differenze. La definizione dello spazio non è diversa: si tende sempre a delimitare lo spazio, a suddividerlo in compartimenti

Pagina 193

L'Europa delle capitali

lo spazio universale cioè rappresentano in termini di universale un fatto o una situazione particolare. Non rinunciano al tono locale per la tonalità

Pagina 194

L'Europa delle capitali

formano uno schermo sottile, che permette ai frutti un risalto quasi tangibile. Ma, appunto, quella condizione di spazio è così innaturale che le

Pagina 198

L'Europa delle capitali

la cosa in sé e lo spazio, o tra l’unità e il tutto, quanto quella di spiegare il nuovo rapporto che passa tra l’uomo e le cose a cui è legato da una

Pagina 200

L'Europa delle capitali

La natura morta introduce una nuova concezione dello spazio, anche perché non si crede più alla possibilità di una concezione unitaria e sistematica

Pagina 202

L'Europa delle capitali

costruisce con esse. Rifiutare di partire, dallo spazio universale per arrivare alla cosa particolare e, invece," partire dalla cosa per cercare uno

Pagina 203

L'Europa delle capitali

mutano con le circostanze; ha una concezione dello spazio e del tempo determinata molto più dalla propria situazione nel mondo che dalla nozione della

Pagina 55

L'Europa delle capitali

Le figurazioni storico-religiose del Seicento modellano su questa nuova idea del tempo l'ordine compositivo e la struttura stessa dello spazio

Pagina 56

L'Europa delle capitali

Come schema di organizzazione dello spazio, la città-capitale differisce profondamente dalla città medievale con la sua vita di quartiere: prevede un

Pagina 59

L'Europa delle capitali

. Ora le facciate non sono più il piano frontale di un volume chiuso (il palazzo), ma le superfici-limite di uno spazio vuoto ed aperto: anche in

Pagina 61

L'Europa delle capitali

La lunga navata del Maderno distrugge indubbiamente la drammatica unità del tormentato blocco michelangiolesco, ma prolunga la basilica nello spazio

Pagina 73

L'Europa delle capitali

articola il monumento “sacro” nello spazio abitato di una città “sacra”.

Pagina 74

L'Europa delle capitali

timpani, e formano come un accesso ideale allo spazio immaginario del tabernacolo o della pala d'altare. In San Pietro, in Santa Maria della Vittoria

Pagina 77

L'Europa delle capitali

, definisce lo spazio della ritualità dove operano coloro che sono investiti dell’autorità di guidare e persuadere; la lunga navata è lo spazio dei fedeli

Pagina 89

L'Europa delle capitali

generalizzate situate in uno spazio universale e in un tempo indeterminato. Inoltre si ammette che il processo di allegorizzamento è un processo tipico

Pagina 90

L'Europa delle capitali

proiettare la propria intenzionalità d’agire in uno spazio e in un tempo più estesi che lo spazio e il tempo del presente e del contingente, la “maniera

Pagina 91

L'Europa delle capitali

che adorano il raggiante monogramma di Cristo. è un'altra società che abita un altro spazio, al di là della società dei viventi e del suo spazio

Pagina 93

L'Europa delle capitali

Null'altro che questa illimitata estensione della rappresentazione in uno spazio vicino e lontano e in un tempo che è passato, presente e futuro è il

Pagina 93

L'Europa delle capitali

resto non viene più considerata il modo di costruire ma solo di raffigurare lo spazio. A Bologna sorge perfino una scuola di pittori di prospettive, i

Pagina 95

L'Europa delle capitali

In molti quadri del Seicento l’estensione dello spazio da un primo piano vicinissimo alle estreme lontananze non è una semplice degradazione

Pagina 96

L'Europa delle capitali

L’artista, dunque, pensa che le scale di valori sono relative e lo spazio non ha una dimensione costante; vuole muoversi con piena libertà su tutte

Pagina 97

L'Europa delle capitali

Il nuovo spazio immaginario, che l'arte realizza come spazio reale, non è soltanto dimensione e proporzione, ma anche direzione. In generale, la

Pagina 98

L'Europa delle capitali

Nel campo urbanistico-architettonico, questa concezione dello spazio conduce alla variazione continua dei rapporti di grandezza, all'impiego di scale

Pagina 98

Cerca

Modifica ricerca